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The Ancient Mediterranean World. History, Archaeology and Art (classe LM - 2)

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L’attivazione del Corso di Laurea Magistrale in The Ancient Mediterranean World. History, Archaeology and Art impartito in lingua inglese nella classe LM-2 (Archeologia) viene incontro all’esigenza di avere nell’offerta formativa dell’Università di Pavia un corso di LM appartenente a tale classe, nella prospettiva professionale di un futuro possibile ingresso in ruoli di funzionario della tutela dei beni culturali.

L’opzione per la lingua inglese risponde alle esigenze di un’effettiva internazionalizzazione. Con riferimento all’auspicabile utenza d’immatricolati stranieri, si sottolinea quale peculiarità e motivo di attrazione la stanzialità in un paese mediterraneo come l’Italia, che gode del privilegio di una concentrazione incomparabile di beni archeologici (e culturali in senso lato). Tale aspetto si vuol promuovere attraverso una didattica che dia risalto a visite guidate, esperienze di survey e di cantiere, stages museali e, per i più meritevoli, anche a borse mirate per viaggi di studio individuali.

In una prospettiva didattica che sarà ancora prevalentemente formativa – pur senza trascurare alcuni significativi aspetti professionalizzanti –, il nuovo corso di LM in The Ancient Mediterranean World. History, Archaeology and Art vuole offrire una panoramica a 360° delle civiltà che si svilupparono sulle rive del Mediterraneo fra l’età del Bronzo e la fine dell’impero romano d’occidente, indagate e illustrate con uso privilegiato (quantunque non esclusivo) delle fonti archeologiche. L’archeologia vi sarà dunque intesa come disciplina storica dei manufatti e dei paesaggi e includerà, fra i suoi campi applicativi, anche la storia dell’arte o meglio delle arti antiche, secondo una caratterizzazione tradizionale e tuttora qualificante degli studi in Italia e in particolare all’Università di Pavia.

Gli sbocchi occupazionali del CdS sono quelli enunciati nella declaratoria ministeriale che prospetta “sbocchi occupazionali (…) con funzioni di elevata responsabilità” presso “Soprintendenze e musei”, “organismi e unità di studio e di ricerca, di conservazione del patrimonio archeologico” facenti capo a “Comuni, Province, Regioni, fondazioni”, “società, cooperative (…) in grado di collaborare (…) con gli enti preposti alla tutela”; e “attività dell’editoria (…) e di altri media specializzati in campo archeologico”. Occorre tuttavia distinguere fra le attività di promozione e divulgazione dei beni archeologici in ambito turistico-culturale, giornalistico, editoriale, senz’altro accessibili col solo titolo di laurea di secondo livello; e i ruoli ispettivi e direttivi delle istituzioni statali museali e di tutela di siti e monumenti archeologici, per i quali, così come per la carriera accademica, il titolo di laurea di secondo livello andrà poi integrato da un diploma di specializzazione e/o di dottorato.

IL PROGETTO FORMATIVO: le competenze conoscitive assicurate dal corso di studi permetteranno al laureato di orientarsi - con piena padronanza della bibliografia e degli strumenti informatici di catalogazione nonché una già rilevante esperienza di campo e di museo - nella lettura e interpretazione della cultura materiale degli antichi popoli insediati intorno al mar Mediterraneo. Due sono gli obiettivi perseguibili e più utili nella prospettiva di successivi approfondimenti curricolari e professionali: 1) l’acquisizione di solide coordinate spazio-temporali d’assieme che, fuori delle abituali rigide partizioni disciplinari (storia e archeologia greca, storia e archeologia romana, egittologia, storia e archeologia del Vicino Oriente e così via), consentano di affrontare problemi sia pure altamente specialistici in ampia visuale comparativa; 2) l’acquisizione di una duttilità operativa, che possa essere spesa efficacemente nel contesto di realtà culturali diversificate. La parola-chiave, in tal senso, è quella tipica dell’archeologia, contestualizzazione: del dato stratigrafico, del manufatto come tale, del manufatto trasferito nel contesto artificiale del museo, del museo nella sua relazione storicamente mutevole con chi lo promuove e con chi ne fruisce.

Il nostro laureato magistrale saprà dunque condurre, con funzioni di piena responsabilità scientifica, l’esplorazione archeologica in tutte le sue fasi, dalla programmazione all’intervento sul terreno, fino alla pubblicazione dei risultati; dovrà padroneggiare le tecniche dello scavo stratigrafico e del rilievo topografico funzionale allo scavo; sarà a conoscenza delle possibilità d’incremento conoscitivo offerte dalla fotografia aerea e dalle scienze naturali (fisiche, chimiche, geologiche, biologiche) applicate a finalità archeometrica; sarà in grado di classificare, schedare secondo i più aggiornati protocolli informatici e allestire i materiali museali, con particolare sensibilità per le esigenze comunicative della cosiddetta terza missione. Ci si aspetta che tali capacità operative traducano in termini pragmatici quell’ampia cultura storica generale che il piano di studio mediterraneistico intende garantire.

Per quanto attiene alla configurazione disciplinare del progetto formativo, è inoltre opportuno segnalare come, a studenti di archeologia particolarmente interessati agli aspetti storiografici, epigrafici e linguistici della ricostruzione del passato, sarà sempre possibile integrarla con insegnamenti a scelta e/o soprannumerari dall’offerta (in lingua italiana) della LM-15 dell’Università di Pavia in Antichità classiche e orientali.

L’aspetto applicativo delle conoscenze via via acquisite sarà verificato in tre momenti didattici significativi: 1) il tirocinio di cantiere ovvero museale (Field Archaeology Training / Material Culture Laboratory), dove lo studente avrà modo di applicare fattualmente le nozioni metodologiche apprese – inclusi gli aspetti informatici – attraverso l’insegnamento Reconstructing the Past: Methods & Tools e di dimostrare le competenze tipocronologiche assimilate negli insegnamenti storico-culturali di riferimento; 2) l’insegnamento egittologico del II anno, che si svolgerà almeno in parte presso il Museo Egizio di Torino, offrendo la possibilità di vivere in prima persona le problematiche per così dire quotidiane di un’istituzione museale rispondente ai più alti standard internazionali; 3) l’elaborazione della tesi per l’esame finale che – senza escludere la possibilità di scelte individuali motivate di ambito storico-letterario e storico-epigrafico – sarà preferibilmente condotta sui materiali archeologici ed eventualmente collegata all’esperienza di tirocinio.

 

 

 

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