Università degli Studi di Pavia

Dipartimento di Studi Umanistici

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Barbieri Ezio

Qualifica:
Professore associato
Ricevimento:
giovedì, ore 16-17,30. Il ricevimento di giovedì 30 novembre 2017 è sospeso per impegni fuori sede
E-mail:
ebar (at) unipv.it
Telefono:
+39 0382 984628
Fax:
+39 0382 984744
Sito web:
http://lettere.unipv.it/dipstogeo/docenti.php?nome=barbieri
Dipartimento:
Dipartimento di Studi Umanistici - Sez. di Scienze Storiche e Geografiche "Carlo M. Cipolla"

Elenco corsi

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Principi di archivistica generale
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Produzione e forme della documentazione nel basso [...]
2017/2018
SISTEMI DI DOCUMENTAZIONE NELL’EUROPA MEDIEVALE

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Archivistica speciale medievale (c.p.)
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SISTEMI DI DOCUMENTAZIONE NELL’EUROPA MEDIEVALE
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Produzione e forme della documentazione nel basso [...]
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SISTEMI DI DOCUMENTAZIONE NELL’EUROPA MEDIEVALE
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Elenco appelli e prove

Per visualizzare l'elenco degli appelli, andare alla pagina dedicata.

Curriculum

Maturità classica presso il Liceo-ginnasio Severino Grattoni di Voghera nell'anno 1968-1969. Ha partecipato al Corso di orientamento preuniversitario presso il Centro Ettore Maiorana di Erice diretto dal Prof. Antonino Zichichi nel settembre 1969. Laureato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pavia (relatore il prof. Beniamino Pagnin); titolare di un assegno di ricerca scientifica e didattica del Ministero della Pubblica Istruzione (1976-1981) nell'Università di Pavia; ricercatore confermato (1981-1992) nella stessa Università; professore associato di Paleografia e Diplomatica presso l'Universita di Palermo, Facoltà di Lettere e Filosofia (1992-1993) e di Verona (1993-1997); professore associato di Diplomatica nell'Università di Pavia, Facoltà di Lettere e Filosofia (dal 1997). Nel 2005 è stato professeur invité all'École des Chartes della Sorbona a Parigi. Nell'anno accademico 2010-2011 è stato docente Erasmus presso l'Università Jagellonica di Cracovia. Dalla costituzione avvenuta il 1 ottobre 2014 è membro del Consiglio Scientifico del Centro Studi Longobardi, nato per valorizzare, attraverso la ricerca scientifica, il sito seriale UNESCO "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)".

Temi di ricerca

 

 

 

 

 Casteggio, Cartosa Cantù, 23 maggio 2014

  

 
 
A ritroso nei secoli.
Bovini nella bassa Lombardia dal Duemila al Duecento.
 
Nuovi temi e approfondimenti su un ceppo antico di ricerca.
 
Questa tema di ricerca si innesta su un investimento fatto dalla Regione Lombardia quasi quarant’anni fa: la microfilmatura delle pergamene pavesi fino alla fine del Duecento (non oltre per non sfondare il tetto di spesa): chi vi parla è l'unico rimasto in attività da allora fino ad ora e che quindi può ricostruire il percorso dall'interno e nella sua interezza.
Per anni il materiale è stato esplorato, ampliato con nuovi ritrovamenti, schedato, trascritto e analizzato sotto molteplici aspetti, tutti nel classico filone di ricerca storico-diplomatistica. Solamente da pochi anni (e tra un certo scetticismo) grazie alle insistenze del prof. Cozzi ho schedato gli animali (non solo bovini) che si trovavano nei documenti e che erano visti come qualcosa di pittoresco e non oltre, superando e ribaltando la prospettiva di chi affrontava il tema (raramente peraltro) dal solo punto di vista degli allevatori, non delle razze allevate.
Altro sfondamento è stato quello dei tradizionali limiti cronologici, su cui non mi dilungo, ma che oggettivamente erano un grave limite per le ricerche: l'inclusione del Trecento e del Quattrocento è essenziale per il discorso che stiamo facendo.
 
La rete dei collaboratori (persone ed enti).
 
Un progetto del genere richiede una rete di supporto: gli Archivi di Stato (di Pavia, Parma, Milano; anche l'Archivio Storico Civico di Pavia; Archivio di S. Antonino di Piacenza) oltre a conservare il materiale su cui si basa la ricerca, hanno una pluridecennale (a volte secolare) esperienza sia nella conservazione del materiale, sia nella valorizzazione: in questo caso forse più recente ma comunque molto attiva (a Parma è in corso la mostra Carte…in tavola).
Altri giovani hanno collaborato a diversi livelli lavorando comunque direttamente sui documenti: Catanese, Succurro, Cauzzi, Salone e da non dimenticare Fabio Romanoni.
 
Quali e quanti documenti.
 
I documenti notarili sono conservati in originale in numero limitato fin dall'alto medioevo e, in misura sempre crescente, soprattutto dal basso medioevo fino a tutta l'età moderna.
Diverso è il piano di credibilità delle fonti: da un lato i documenti, soprattutto quelli in originale; a scendere le copie, soprattutto quelle tarde, di mano di eruditi facilmente suggestionabili. Da ultimo le cronache, basate spesso sui si dice, sulle congetture, sulle tradizioni incontrollate. Dopo qualche passaggio quella che era una ipotesi diventa, con faciloneria, una certezza, soprattutto quando a rifriggere la notizia è qualche maldestro storico locale (non tutti gli storici locali sono però maldestri; però i più maldestri sono anche i più ascoltati).
 
Qualche esempio visivo:
 
tav. 1
Questa è una pergamena del Duecento. Queste stesure definitive degli atti, sopravvissute in gran parte negli archivi monastici, solo marginalmente ci parlano di beni mobili quali i bovini. Non interessavano quel granché ai monasteri, e comunque la deperibilità dell'animale non imponeva di conservare il documento, essenziale al contrario per la proprietà di beni terrieri o di case, soprattutto in assenza del catasto.
 
tav.2
Questo è invece un registro notarile del Duecento. Su pergamena (e poi dalla fine del Trecento in avanti su fogli di carta originariamente infilzati) ci forniscono invece il panorama di tutti i contratti, non solo quelli dei monasteri, ma anche i più minuti tra privati. Qui troviamo con una certa frequenza le soccide o le vendite di animali, e non solo bovini.
 
tav. 3
La frequenza.
Abbiamo contratti per beni mobili solo dal Duecento. Soprattutto nei registri e nelle filze notarili. pochi registri del Duecento (neppure lo 0.5%: poche migliaia di contratti complessivi), pochi dopo la metà del Trecento (stessa percentuale o anche inferiore).Ottime percentuali a partire dalla metà del Quattrocento. Il numero delle filze arriva a molte centinaia, con un numero di fogli cartacei ciascuna dai circa cinquecento fino a quasi mille. Un esempio pratico: per il quindicennio 1468-69/1483-84 abbiamo 225 filze. Visto che sono scritte su entrambe le facciate, con documenti diversi, abbiamo circa 140.000 fogli e 280.000 facciate. Ovviamente sono in proporzione anche le menzioni di bovini, di formaggi e di stalle.
 
 
L'area archivistica della ricerca.
 
Le pergamene sono principalmente in archivio di Stato di Milano. Le filze notarili sono all'archivio di Stato di Pavia, e riguardano sia Pavia, sia Voghera sia Vigevano. Al di fuori della provincia c'è la collaborazione qualificata della responsabile dell'Archivio di S. Antonino di Piacenza per le pergamene (e si tratta di fonti fondamentali per l'Italia del nord) e dell'Archivio di Stato di Parma, da cui si è già ricavato materiale nuovo e di estremo interesse.
 
 
L’importanza del confronto: “maestra diversità”.
 
I dati dei documenti diventano significativi solamente se raffrontati con quelli di areii diverse, per l’epoca relativamente lontane: per questo assume significato scavare anche nei fondi archivistici lodigiani, piacentini, parmensi.
La frase virgolettata è ripresa da un motto di Alessandro Musco, collega con cui ho insegnato più di vent’anni or sono nell’Università di Palermo. Concordo non solamente a parola ma ho sempre applicato questo principio anche nelle concrete ricerche, pur non creando frasi fulminanti: ognuno è fatto a proprio modo, appunto in omaggio alla diversità. Al suo ricordo è dedicata questa citazione.
 
 
Gli elementi: Il mantello.
 
L'ambito territoriale è per ora principalmente quello della campagna attorno a Pavia, ma si è iniziato a visionale altri fondi per l'Oltrepò per il Tre e Quattrocento nel Notarile di Voghera, conservato nell'Archivio di Stato di Pavia.
 
Cosa emerge da questa documentazione:
 
In primo luogo la descrizione del mantello e delle corna degli animali, per una loro corretta identificazione al momento della riconsegna a fine contratto.
Abbiamo quindi mantelli definiti formentinus, rubeus, albus, niger (lascio in latino perché i colori devono essere verificati con gli specialisti dell'allevamento). Raramente sono menzionati i tori e pure raramente i buoi. Si indica se la vacca è pregna. Il mantello è sempre di unico colore, ma in alcuni casi a Voghera nel Trecento e poi nel Quattrocento anche a Pavia è forse (occorrono gli specialisti per deciderlo) descritto come pezzato. Possiamo essere sufficientemente sicuri della descrizione proprio per l'accuratezza dei notai nel voler tutelare i clienti, soprattutto i proprietari degli animali.
Nel Duecento si tratta di singoli animali o di poche unità; nel Trecento compaiono progressivamente gruppi più consistenti, fino ad arrivare nel Quattrocento a gruppo di alcune decine a anche più.
Nel Quattrocento la descrizione si arricchisce: oltre al mantello è indicata l'età dell'animale, l'età dell'eventuale vitello nato dalla vacca e ancora unito alla madre, oppure se la vacca è pregna. Si parla spesso di manze di cui viene indicata l'età. A volte però, quando si hanno mandrie di qualche decina di animali, accanto (o a volte in alternativa) al mantello è indicato il nome in volgare.
 
Il "caseo maggengo".
 
Un elemento rilevato per il decennio 1470-1480 è la qualità del formaggio. Mentre costantemente nel Due e Trecento si parla genericamente di caseus, comincia a comparire la richiesta di caseus maiengus, invernengus o salsus et bene conditionatus. Non si tratta di una diffusione generalizzata, ma di richieste che compaiono con una certa frequenza soltanto a partire da questa epoca, a conferma che compare la categoria mentale della qualità del prodotto.
 
A volte la precisazione è richiesta dalle parti e aggiunta dal notai nel dettato già messo nero su bianco, come nell'immagine. Indice che non è una dato ripetitivo ma una novità.
Formaggio addirittura prodotto con il pascolo nelle terre del proprietario dell'animale. Salato, conditoonatum/aconditionatum). Spesso sembra di capire che la singola forma era di 20 libbre grosse (all'incirca 20 chilogrammi). Nel 1505 addirittura compare il periodo di stagionatura: 3 anni.
Il parmigiano è citato a Genova in un contratto già nel Trecento (un solo caso conosciuto): qui si riesce a vedere una serie di ricorrenze e di tipologie in altra area: e soprattutto dalla serie consistente si capisce maggiormente la nascita della qualità e, a partire dal Cinquecento, gli strumenti del casaro, che cominciano a essere citati in documenti di vendita.
 
 
I luoghi di allevamento: brado oppure in stalla.
 
Alla fine del Duecento si è conservata fortunatamente e fortunosamente una serie di testimonianze per una lite in cui si narrano i modi dell'allevamento lungo la valle della Vernavola (in una zona ora fittamente abitata nei sobborghi di Pavia: l'attuale viale Cremona e dintorni). Negli anni '70 del Quattrocento abbiamo invece l'elenco preciso dei mattoni usati per la costruzione di una stalla “a pergamascho” a Pasturino nella Campagna Pavese: 18 colonne, di cui è detto il numero esatto di mattoni per ciascuna, nonché al numero di mattoni per le pareti esterne.
In sostanza una stella di nuovo tipo e in mattoni che denota un cambiamento di tecniche e che soprattutto costituisce un punto fermo, forse anche verificabile in edifici superstiti costruiti secondo uno standard fisso. Da tenere presente che nella maggioranza dei casi il Settecento fa da filtro, con le sue ricostruzioni che ci fanno da filtro.
 

 

 

 

Temi di ricerca

 

 

 

La funzione civile dei documenti d’archivio e la nuova consapevolezza delle tradizioni storiche. Le deviazioni e le mistificazioni della tradizione storiografica locale.
Il mondo pavese e mediterraneo alla fine del Quattrocento dalle carte dell’Archivio Notarile di Pavia.
Le razze bovine nella bassa Lombardia dal Duecento al Duemila. Il mondo dell’allevamento e la grande tradizione che emerge dai documenti. L’introduzione del riso in Lombardia sulla base di documenti
Notariato e documentazione notarile nell’Italia settentrionale (secoli VIII-XV).

 

Attività recente

 

L’attività scientifica degli ultimi anni ha avuto come momento principale l’elaborazione, insieme con Ettore Cau, del volume Le carte del monastero di S. Pietro in Monte di Serle (1039-1200). Si tratta dell’edizione di 180 documenti bresciani (tutti depositati presso il Fondo Veneto dell’Archivio Segreto Vaticano), completata da un’appendice di ulteriori 6 pezzi di diversa provenienza archivistica, quasi totalmente inediti, conservati nel Fondo Veneto presso l’Archivio Segreto Vaticano.

 

La trascrizione dei documenti del fondo Veneto è stata preceduta da una campagna di microfilmatura di tutto il materiale documentario bresciano fino alla metà del sec. XIII, campagna condotta negli archivi di Stato di Milano, di Brescia stessa, di Reggio Emilia, oltre che in archivi minori e privati. Alla microfilmatura e alla stampa da microfilm ha fatto seguito la costruzione del Repertorio dei notai bresciani fino al 1250, cui ha partecipato schedando le pergamene del Fondo Veneto dell’Archivio Segreto Vaticano fino alla metà del Duecento. In parallelo ha condotto una ricerca sull’archivio del principale monastero bresciano, S. Giulia, ricostruendo le vicende dei riordinamenti prima della soppressione settecentesca e delle dispersioni di fine Settecento e dell’Ottocento.

 

Parallelamente a questo progetto di lavoro relativo all’area bresciana e anche a integrazione del Repertorio dei notai bresciani ha impostato un analogo Repertorio dei notai veronesi fino a tutto il sec. XII: la schedatura ha per ora interessato i fondi conservati a Verona (Archivio capitolare e Archivio di Stato), mentre è provvisoriamente rimasto escluso il rilevante complesso di documenti di S. Giorgio in Braida presso l’Archivio Segreto Vaticano. In tal modo è stato possibile identificare notai bresciani i cui documenti sono conservati in archivi veronesi e viceversa.

 

Il Repertorio di notai veronesi è stato anche utilizzato per ricerche sul notariato nell’Italia padana, a prosecuzione dello studio sul notariato pavese. In particolare, una ricerca sul notariato di Vercelli ha consentito di delineare un quadro meno omogeneo rispetto a quello pavese, piacentino o veronese; sono stati individuati, fra l’altro, professionisti operanti a Vercelli ma provenienti da Milano all’epoca della distruzione di questa città.

 

L’interesse per le vicende del notariato pavese si è rivolto soprattutto al secolo XIII e in particolare all’età di Federico II, momento cruciale per la storia della corporazione cittadina; tali vicende sono state analizzate in occasione di un intervento a una giornata di studi organizzata a Pavia il 19 maggio 1994.

 

Infine, si sono saggiate alcune caratteristiche del notariato parmense in età sveva, mediante una schedatura sistematica della documentazione nell’Archivio Diplomatico dell’Archivio di Stato di Parma, confrontandole con la coeva documentazione piacentina, veronese e pavese.

 

Le caratteristiche del notariato dell’Italia settentrionale nell’età di Federico II sono state inoltre studiate attraverso le significative vicende dei notai, soprattutto tortonesi e comunque dell’area tortonese-pavese, emigrati insieme con altri concittadini in Sicilia verso la metà del Duecento. L’identificazione esatta dei luoghi di provenienza (e quindi degli originari collegi notarili di appartenenza) ha consentito di cogliere con esattezza il mutamento di usi da parte dei notai lombardi nella nuova situazione del notariato meridionale in cui si sono venuti a trovare dopo la migrazione.

 

Ricerche in corso

 

Progetto di un panorama sulla documentazione pavese dei secoli XIII e XIV: luoghi di conservazione, consistenza quantitativa e credibilità.

 

La documentazione pavese del secolo XIII è stata edita in una percentuale minima rispetto al numero di documenti su pergamene sciolte presenti nei fondi che conservano, in Pavia, in Milano e altrove, nuclei di documentazione proveniente da antichi archivi della città. In percentuale ancora minore sono state edite le imbreviature pavesi del Duecento. Un’edizione critica di tale documentazione è per ora inattuabile. Ancor più impenetrata e sconosciuta è la situazione dei documenti del Trecento, sia su pergamene sciolte sia su registri di imbreviature. Nessuno di questi documenti è praticamente mai stato edito, se si eccettuano pochissime unità. In tale situazione è parso opportuno riprendere e ampliare il progetto di un Repertorio dei notai pavesi fino a tutto il secolo XII attuato da Ezio Barbieri e da Ettore Cau negli anni 1981-1982 in vista dell’edizione de Le carte del monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia (1165-1190), Repertorio progettato e messo in opera appunto per risolvere i molti problemi di edizione dei documenti del monastero pavese.

Il passaggio dall’analogico al digitale nelle riproduzioni di pergamene, oltre al sempre più raffinato ed efficace ausilio del supporto informatico, permette di andare ben oltre l’originario, ambizioso, progetto degli anni ’70 e dei primi anni ’80. Soprattutto, dopo che sono state esplorate le vicende del notariato pavese del Duecento e che sono state trascritte le imbreviature dello stesso periodo, le quali, in corso di revisione, verranno progressivamente messe on line e, infine, che si è approntato un topografico e una schedatura dei notai pavesi del Duecento, che verranno anch’essi ben presto pubblicati on line, diventa ineludibile una ricognizione accurata della documentazione del Trecento, per quanto concerne sia le pergamene sciolte sia i registri notarili.

Rispetto ai dati che sono stati raccolti per il XII e XIII secolo, il materiale documentario (soprattutto per quanto concerne le pergamene sciolte) fornisce una messe di notizie incomparabilmente superiore. Oltre al fatto che i notai, rispetto al secolo XII, indicano nelle proprie sottoscrizioni il cognome in modo sistematico (ma questo già accadeva nel corso del Duecento) dobbiamo sottolineare come in modo occasionale compaia il nome del padre, spesso anch’egli notaio, di cui il figlio eredita i registri di imbreviature, da cui ricava ulteriori originali. Possiamo così ricomporre sia i legami di discendenza diretta, sia i rapporti professionali, dettati forse, almeno in molti casi, da legami di parentela collaterale. La schedatura dei singoli notai deve comunque essere preceduta da un inventario topografico dettagliato di tutte le pergamene pavesi dei secoli che qui ci interessano. Se esso è già presente per il Duecento (e la compilazione è stata di molto facilitata dalla presenza di riproduzioni fotografiche su microfilm e dalle stampe dei microfilm), occorre invece per il Trecento tornare in archivio e redigere l’elenco completo delle pergamene direttamente sugli originali.

 

 

 

Fields of research

 

Notaries and notarial records in Northern Italy (VIII-XIV Century).

 

Recent activities

 

In recent years, his scientific activity has been dedicated to the publication and editing, in collaboration with Ettore Cau, of the volume Le carte del Monastero di S. Pietro in Monte di Serle (1039-1200). This is the edition of 180 records from Brescia (all of them part of the Fondo Veneto held by the Secret Archives Vatican). An appendix to the volume consists of 6 additional pieces from other archives, almost completely unpublished, also part of the Fondo Veneto, in the Vatican Secret Archives.

 

The transcription of the records from the Fondo Veneto was preceded by a campaign of microfilming of all the documentary material dating until the XIII century. This campaign was conducted in the State Archives in Milan, Brescia, Reggio Emilia, as well as in other smaller archives and private institutions. The microfilming and printing from microfilm were followed by the cure of the Repertorio dei notai bresciani fino al 1250, which saw his intervention regarding the description of the records from the Fondo Veneto (Vatican Secret Archives). At the same time, he has researched the papers from the main monastery in Brescia, the Monastery of Santa Giulia, studying and defining the steps undertaken during all the different works of ordering prior to the closing in the XVIII century and the following dispersion (XVIII-XIX century).

 

In addition, he has conducted a similar research about the notaries from Verona, and publishing the Repertorio dei notai veronesi fino a tutto il sec. XII. The descriptions regard records held by the State Archives in Verona and Archivio Capitolare, while at the moment the significant files of S. Giorgio in Braida (held by the Vatican Secret Archives) have not been described. However, this work has allowed the scientific community to identify all the notaries whose records are held by the archives in Verona.

 

The Repertorio di notai veronesi  has also been an important tool for the research on the Notaries operating around the Italian territory known as “Italia Padana”, in order to continue the study on the notaries from Pavia. More specifically, his research on the notaries from of Vercelli has led to discover more varied background than the ones in Pavia, Piacenza or Verona. Moreover, he has been identified, among other things, professionals who, though working in Vercelli, were from Milan at the time of destruction of this city.

 

The interest in the events of the notaries operating in Pavia was directed mainly to the XIII century, and especially the age of Federico II, a crucial moment in the history of the city guild. These events were analyzed in a paper which was then presented during a day seminar organized in Pavia, in 1994.

Finally, Barbieri also analized some distinctive features regarding the notaries operating  in Parma, during the Swabian period, through a systematic description and cataloguing of the documents which are part of the
Archivio Diplomatico, held by the State Archives in Parma, which included a comparison between them and the coeval documentation from Piacenza, Verona and Pavia.

 

The features of the notaries operating  in Parma during the age of Federico II have been furtherly explored through the significant events faced by the notaries, especially from Tortona, who emigrated along with other citizens to Sicily in the mid XIII century. The precise identification of the origins (and therefore of the original notarial memberships) permitted to discover the exact change of uses introduced by notaries in Southern Italy, as a consequence of their new situation, following the migration.

 

Ongoing research

 

An Overview on the Records from Pavia (XIII-XIV). Places, Amount and Reliability.

 

Not many of the records from Pavia dating back to the XIII century have been published. They consist of parchments which were part of ancient fonds, held by archives in Pavia, Milan and other cities.

Even fewer are the XII century imbreviature from Pavia which have been published so far. At the moment, editing such precious records is impossible, and, it is sad to add that the situation is worse when it comes to the imbreviature, both on sheets and collected in registers, dating back to the XIII century. Such fact is not changed by the publication of no more than some pieces.

Therefore, it seemed necessary to work again on the Repertorio dei notai pavesi fino a tutto il secolo XII (cited above), in order to complete the volume Le carte del monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia (1165-1190), Repertorio.

 

The use of information technology in the processes of digitization, is undoubtedly an advantage for the project, which was not possible in the ‘70s and ‘80s. Further favourable steps have been taken with the transcription of notarial documents from Pavia (XIII century) and their online publication. Consequently, it seems necessary to start a survey of notarial documents from Pavia (XIV century), both on sheets and collected in registers.

 

To take a look at the great quantity of details of notarial uses and practices, in the XIV century notaries always signed their documents (this also happened in the XIII century), and also added the names of their fathers (usually notaries as well). Such practice allows us to discover familiar and professional relationships. However, the description of such records needs a preliminary indexing of all the places which store these documentary materials, as well as the complete indexing of all the parchments.

 

Progetti di ricerca

 

 

 

Linee della ricerca scientifica per gli anni accademici 2016-2017 e 2017-2018

 

La ricerca si è incentrata e continuerà a incentrarsi in primo luogo sulla tematica del documento autentico/documento falso: documento credibile. Per un superamento della dicotomia di documento autentico contrapposto a documento falso si può concentrarsi sul concetto di documento credibile contrapposto a documento meno credibile, anche se non falso: in altre parole un documento che formalmente può essere considerato autentico, ma in cui l'estensore, generalmente un notaio, ha aggiunto più o meno coscientemente elementi, clausole, formule che ne snaturano la sostanza e ne alterano le finalità.

Il tema di ricerca che verrà anche approfondito è quello dei registri e delle filze notarili dal Duecento al Quatrocento. Oltre alla docuimentazione inedita relativa agli ebrei nell'Italia settenttrionale soprattutto del secolo XIV, ci si concentra ora soprattutto sui ventuno registri notarili del notaio vogherese Giovanni de Acurso, attivo per ben 65 anni dal 1341 al 1406 conservati nel Fondo Notarile di Voghera presso l'Archivio di Stato di Pavia. Di questo notaio si conoscevano finora meno di cinquanta pergamene: i suoi registri (19 Note breviariorum e 2 Breviaria) ci tramandano più di millecinquecento atti, in molti casi in serie continua per più anni consecutivi. Lo studio sotto tutti gli aspetti (trascrizione, analisi codicologica, qualità della carta e individuazione di eventuali filigrane, aspetti linguistici, elementi di topografia di Voghera e dell'Oltrepò integrati con riferimenti alla cartografia antica, confronto con le miniature coeve nei codici) avverrà con la collaborazione di numerosi esperti specializzati nelle differenti competenze necessarie.

L'estrema ricchezza di documenti offerta dai registri notarili di Giovanni de Acurso lo ha ingiustamente ridotto, nelle citazioni a lui dedicate nella Storia di Voghera del 1995 e nel libro di Laura de Angelis Cappabianca del 2004, a una ricchiassima miniera di notizie: al contrario una lettura complessiva della figura di Giovanni de Acurso come notaio, ma anche come giurista arrivo partecipe della redazione degli Statuti del borgo a fine Trecento, permetterà di leggere in filigrana le alterne vicende del centro dell'Oltrepò e del suo territorio secondo una metodologia ancora non sperimentata.

In occasione delle "Domeniche di carta" del MIBACT verrà arganizzata una mostra-mattinata di studi presso l'Archivio di Stato di Pavia domenica 8 ottobre 2017 incentrata sui registri del notaio Giovanni de Acurso di Voghera, con l'esposizione e la presentazione dei Registri, il confronto e l'integrazione con diverse tipologie di registri e con la cartografia storica conservati nell'Archivio Comunale di Voghera (presentati dalla Direttrice dell'Archivio di Voghera dott. Natalia Stocchi) e con altri interventi. E' prevista per la primavera 2018 (probabilmente in aprile) un evento con ulteriori approfondimenti di altri studiosi in Voghera.

 

 

 

Edizione dei protocolli notarili pavesi dei secoli XIII e XIV conservati negli archivi di Stato di Milano e di Pavia.

 

Repertorio dei notai pavesi dei secoli XIII e XIV: schedatura sistematica di tutta la documentzione notarile sopravvissuta prodotta a Pavia nel secoli XII e XIV organizzata per notai rogatari.

Pubblicazioni

 

 

 
 
 
 
 
 
Scritti di Beniamino Pagnin, in «Ricerche Medievali», 6-9 (1971-1974) In onore di Beniamino Pagnin, pp. VII-XV.
Osservazioni sulla lingua latina dei documenti privati avese (secoli VIII-XII), in «Ricerche Medievali», 6-9 (1971-1974) In onore di Beniamino Pagnin, pp. 157-87.
Documenti inediti dell’Archivio di Stato di Milano (1119-1199). Integrazione al Cavagna Sangiuliani, in «Ricerche Medievali», 10-12 (1975-1977), pp. 43-90.
L’archivio antico del monastero di S. Pietro in Ciel d’Oro di Pavia (secoli VIII-XII), in «Bollettino della Società Pavese di Storia Patria. In memoria di Pietro Vaccari», 76-77, N. S., 28-29 (1976-1977), fasc. I-IV, pp. 37-74.
Note su un documento inedito del 1138 relativo all’agro alessandrino, in «Rivista di Storia, Arte, Archeologia per le province di Alessandria e Asti», 86 (1977), pp. 21-31, tav. 1.
I compendi per contrazione “sstus -a -um” e “istus -a -um” nelle carte pavesi dei secoli XII e XIII, Pavia 1979 (Università di Pavia. Istituto di Paleografia e Diplomatica, esercitazioni, 6).
I più antichi estimi pavesi, in «Bollettino della Società Pavese di Storia Patria », 80, N. S., 32 (1980), pp. 18-31.
Gli estimi pavesi del secolo XIII, in «Ricerche Medievali», 13-15 (1978-1980), pp. 59-117.
I compendi per contrazione “sstus -a -um” e “istus -a -um” nelle carte pavesi, in «Bollettino Storico Bibliografico Subalpino», 78 (1980), pp. 277-82.
Scheda bibliografica di Libri e lettori nel medioevo. Guida storica e critica, a cura di Guglielmo Cavallo, Roma-Bari, Laterza, 1977, pp. XXXIII-318 con 24 tavole f. t., in «Società e Storia , 12 (1981), pp. 502-3.
Il monastero pavese di S. Maria de Ortis (secoli XIII-XV), in Storia monastica ligure e pavese. Studi e documenti, Cesena 1983 (Pubblicazioni del Centro Storico benedettino Italiano, V), pp. 407-37
Le carte del monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia. II (1165-1190), a cura di E. Barbieri, M. A. Casagrande Mazzoli, E. Cau, Pavia-Milano 1984 (Fontes. Fonti storico giuridiche. Documenti, 1).
Scheda bibliografica di Caterina Santoro, La politica finanziaria dei Visconti. Documenti. Vol. III (1412-1447), Gessate, Arti grafiche Colombo, 1983, in «Bollettino della Società Pavese di Storia Patria», 85 (1985), pp. 266-7.
Fonti documentarie per una storia dell’Oltrepò pavese, in Un santo pellegrino nell’Oltrepò pavese. Nel millenario di S. Bovo. Convegno nazionale di Studi, Voghera, Sala Consiliare del Palazzo Comunale, 16-17 maggio 1986, in «Annali di storia pavese», 16-17, pp. 53-64.
Il `libellus conquestionis` nella documentazione pavese, in «Archivio Storico Lombardo», serie XI, 4 (1987), pp. 331-352.
Due estimi pavesi inediti del 1235, in «Bollettino della Società Pavese di Storia Patria», 87, N. S., 39 (1987), pp. 33-7.
Le carte del monastero di San Pietro in Ciel d'Oro di Pavia. Il Fondo Cittadella (1200-1250), a cura di E. Barbieri, C. M. Cantù, E. Cau, Pavia-Milano 1988 (Fontes. Fonti storico giuridiche. Documenti, 2).
Edizione di un gruppo di documenti, in M. T. Mazzilli Savini, Il castello di Lardirago del Collegio Ghislieri. Studi e ricerche storico artistiche premessa al restauro, Pavia, Collegio Ghislieri - Milano Libri Scheiwiller, 1988, pp. 147-72.
Le collezioni fotografiche di documenti lombardi anteriori al 1300 presso FONTES, centro lombardo di ricerche, Pavia, in Fotografische Sammlungen mittelalkterlischer Urkunden in Europa. Geschichte, Umfang, Aufbau unde verzeichnungsmethoden der wichtigsten Urkundenfotosammlungen, mit Beträge zum EDV Erfassung von Urkunden und Fotodokumenten heraugegeben von P. Rück, Sigmaringer, Jan Thorbecke Verlag, 1989, pp. 107-11 (Historische Hilfswissenschaften heraugegeben von P. Rück, Bd. 1).
L’archivio antico del monastero di San Tommaso, in «Annali di storia pavese», 18-19 (1989), pp. 49-61.
Notariato e documento notarile a Pavia (secoli XI-XIV), Firenze, La Nuova Italia, 1990 (Pubblicazioni della Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Pavia, 58).
Il notariato in età comunale, in Storia di Pavia. III volume: Dal libero comune alla fine del principato indipendente, 1024-1535. Tomo II. La Battaglia di Pavia del 24 Febbraio 1525 nella storia, nella letteratura e nell'arte. Università e cultura, Milano-Pavia 1990, pp. 543-569.
Per l’edizione del fondo documentario <di S. Giulia di Brescia>: la ricomposizione dell’archivio antico, in S. Giulia di Brescia. Archeologia, arte, storia di un monastero regio dai Longobardi al Barbarossa. Atti del Convegno internazionale, Brescia, 4-5 maggio 1990, a cura di C. Stella e G. Brentegani, Brescia 1992, pp. 49-92.
Notariato e documentazione a Vercelli tra XII e XIII secolo, in Atti del II Congresso Storico Vercellese. L’Università di Vercelli nel Medio Evo (Vercelli, 23-25 ottobre 1992), Vercelli 1994, pp. 255-74 e tavv. 18.
Osservazioni diplomatistiche sui documenti dei Lombardi in Sicilia, in «Documenta `93», Parma, Ministero dei Beni Culturali - Archivio di Stato di Parma, 1994, pp. 73-83.
Una nuova lettura del documento del 1020 relativo a Villa(falletto), in Villafalletto. Un castello, una comunità, una pieve (secoli XI-XVI), a cura di R. Comba. Atti della giornata di studio, Villafalletto, 30 ottobre 1994, Cuneo, Società per gli studi storici, archeologici ed artistici della provincia di Cuneo (Storia e Storiografia, V. Studi Villafallettesi, 1), 1994, pp. 31-38
Il collegio notarile pavese e Federico II, in "Speciales Fideles Imperii". Pavia nell'età di Federico II, a cura di E. Cau e A. A. Settia. Atti della giornata di studi (Pavia, 19 maggio 1994), Pavia 1995, pp. 239-49.
I notai a Parma in età sveva, in Federico II e l’Emilia Occidentale. Mostra storico documentaria nell’ottavo centenario della nascita. Catalogo a cura di M. dall’Acqua, Parma, Archivio di Stato, 1995, pp. 45-58.
Le carte più antiche dell’Ospedale di S. Spirito di Alba (1213-1315), in «Bollettino della Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della Provincia di Cuneo», 115 - 2° semestre 1996, pp. 49-80.
Ezio Barbieri, Valentina Bocchi, Guida ai toponimi, in Memento Mei. Dal restauro manuale al restauro virtuale, Parma 1997, pp. 57-9 (Archivio di Stato di Parma – Fotoscientifica. Edito in occasione della mostra ”Memento Mei” aperta presso l’Archivio di Stato di Parma dal 28 febbraio al 10 maggio 1997).
La composizione dell’antico archivio di S. Maria di Giosafat, in «Bollettino della Società Pavese di Storia Patria», 97, N. S., 49 (1997), pp. 135-41.
Scipione Maffei e l`"Arte Diplomatica", in Scipione Maffei nell`Europa del Settecento. Atti del Convegno - Verona 23-25 settembre 1996, Verona, Università di Verona, ed. Consorzio Editori Veneti, 1998, pp. 453-61.
Il notariato veronese del secolo XII, in Le carte del Capitolo della Cattedrale di Verona. I (1101-1151), a cura di E. Lanza. Saggi introduttivi di Andrea Castagnetti ed Ezio Barbieri, Roma, editore Giunta regionale del Veneto, 1998, (Collana: Fonti per la storia della Terraferma Veneta, vol. 13), pp. lxi-lxx.
Le carte del monastero di San Pietro in Monte di Serle (Brescia) 1165-1190, a cura di E. Barbieri ed E. Cau, con un saggio introduttivo di A. A. Settia, Brescia, Fondazione Civiltà Bresciana, 2000 (Codice Diplomatico Bresciano, 1).
Indagini di Storia monastica in Lombardia e a Brescia: il problema delle fonti pergamenacee, in Dove va la storiografia monastica in Europa? Temi e metodi di ricerca per lo studio della vita monastica e regolare in età medievale alle soglie del terzo millennio. Atti del Convegno internazionale. Brescia-Rodengo, 23-25 marzo 2000, Milano, Vita e Pensiero, 2001, pp. 149-57.
L’archivio dell’università presso il palazzo S.Tommaso, «Annali di storia pavese», 29 (2001), pp. 83-85.
L’archivio del monastero <di Leno>, in «Brixia Sacra. Memorie storiche della diocesi di Brescia», terza serie, anno VII, nn. 1-2 (gennaio-giugno 2002), pp. 255-62.
Le carte pavesi di Domenico Alfeno Vario, in Domenico Alfeno Vario. Un giurista critico al tramonto dell’Antico Regime. Atti della Giornata di Studi. Sala Consilina, 13 dicembre 2003, Salerno, Laveglia Editore, 2004, pp. 303-8.
Elenco Anonimo di testi di Diplomatica, in Domenico Alfeno Vario. Un giurista critico al tramonto dell’Antico Regime. Atti della Giornata di Studi. Sala Consilina, 13 dicembre 2003, Salerno, Laveglia Editore, 2004, pp. 309-11.
Ex archivio S. Genesii. Pergamene e memorie tra archivi e biblioteche, «Archivio Storico per gli Antichi Stati Guastallesi», 5 (2004), pp. 27-38.
Storia di Carte, in Storia di carte. Mostra documentaria sull’Archivio del Genio Civile di Pavia. Un contributo alla storia del territorio pavese. Catalogo a cura di P. Ciandrini - L. Giuzzi, Pavia, Libreria Edizioni Cardano, 2004, p.7.
Descrizione paleografica e diplomatistica del documento del 1359 nell’Archivio di Stato di Modena, Acquisti, n. 124/1, in Nelle terre dei Pallavicino. Il Marchesato di Scipione in una fonte inedita del XIV secolo. Natura, storia e conomia, toponomastica, e topografia tra le colline di Salsomaggiore e Tabiano, a cura di S. Coliani e G. Allegri, Parma 2004, pp. 70-2.
La diplomatique du document notarié italien à l'époque des Communes, Conferenza tenuta il 31 marzo 2005 all'École des charteshttp://elec.enc.sorbonne.fr/conferences/barbieri.  
Le pergamene albesi conservate presso la Biblioteca Reale di Torino (1213-1455), a cura di E. Barbieri. Indice dei nomi di persona e di luogo a cura di M. Gattullo, Cuneo - Alba 2005 (Società per gli Studi Storici, Archeologici ed Artistici della Provincia di Cuneo. Fonti, VII).
I documenti e la storia. Alcuni esempi attraverso le carte di S. Pietro in Monte, in Le piccole patrie. Fonti, metodo e problemi per la storia dell’identità locale, a cura di G. Archetti, in «Civiltà Bresciana», 3-4 (luglio dicembre 2005), pp. 39-54.
Nella memoria rivive l'antica Fontevivo, in E. Biggi, Monasterium de Fontevivo. Le pergamene medievali di S. Paolo fuori le mura in Roma, Fontevivo, Parma, Fornovo di Taro, Edizioni Studio Guidotti, 2005, pp. XIX-XXII.
Le carte del monastero di San Faustino Maggiore (1126-1299), a cura di E. Barbieri, P. Concaro, D. Vecchio, in San Faustino Maggiore. Il monastero della città. Atti della giornata nazionale di studio (Brescia, Università Cattolica del Sacro Cuore, 11 febbraio 2005) a cura di G. Archetti e A. Baronio, in «Brixia Sacra. Memorie storiche della diocesi di Brescia», terza serie, anno XI, n. 1 (marzo 2006), pp. 209-418.
Il viaggio di Pasquale II, in 1106. in Concilio di Guastalla e il mondo di Pasquale II. Atti del Convegno per il IX Centenario del Concilio di Pieve di Guastalla, 26 maggio 2006, a cura di G. M. Cantarella e D. Romagnoli, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2006, pp. 57-65.
Le carte emiliane del monastero di Leno (I), in San Benedetto “ad Leones”. Un monastero benedettino in terra longobarda, a cura di A. Baronio, in «Brixia Sacra. Memorie storiche della diocesi di Brescia», terza serie, anno XI, n. 2 (giugno 2006), pp. 363-82.
Pesci pescati nei documenti. Relazione tenuta al Convegno Regionale sul pesce d’acqua dolce. Pavia, 16 settembre 2006, in Filippo Trentani, 2006: cose dette, sentite e scritte intorno ai nostri tavoli, Pavia, Accademia Italiana della Cucina. Delegazione di Pavia, 2006, pp. 96-105.
L’immagine del clero parmense attraverso i documenti dei vescovi Sigefredo II, Enrico e Cadalo, in Vivere il Medioevo. Parma al tempio della Cattedrale. (Mostra documentaria e catalogo) Parma, Voltoni del Guazzatoio, Palazzo della Pilotta. 7 ottobre 2006 - 14 gennaio 2007, Milano, Silvana Editoriale, 2006, pp. 96-9.
Documenti vescovili per il monastero di S. Paolo di Parma. Schede nn. 26, 32, 33, 34, in Vivere il Medioevo. Parma al tempo della Cattedrale. (Mostra documentaria e catalogo) Parma, Voltoni del Guazzatoio, Palazzo della Pilotta. 7 ottobre 2006 - 14 gennaio 2007, Milano, Silvana Editoriale, 2006, pp. 172-5.
L’ascesa professionale e sociale del notaio a Parma in età sveva, in Notai a Parma. X-XX secolo, a cura di A. Gigli Marchetti, Ginevra-Milano, Skira, 2006, pp. 71-9.
Le carte del Monastero dei Santi Gervasio e Protasio di Montebello nell’Archivio dell’Ordine Mauriziano di Torino (1094-1203), «Bollettino della Società Pavese di Storia Patri», vol. 106 (2006), pp. 195-220.
Il viaggio di Pasquale II, in «Brixia Sacra. Memorie storiche della diocesi di Brescia», terza serie, anno XII, n. 1-2 (2007), pp. 145-55.
Il tempo dei notai, in Tempus mundi umbra aevi. Tempo e cultura del tempo tra medioevo e età moderna. Atti dell'incontro internazionale di studio (Brescia, 29-30 marzo 2007), Brescia, Fondazione Civiltà Bresciana, 2008, pp. 439-446.
Antonio Cavagna Sangiuliani editore di pergamene pavesi e oltrepadane, in «Bollettino della Società Pavese di Storia Patria», 108 (2008), pp. 267-72.
A. Giry, Falsi e falsari. Documenti dai Merovingi all'Ottocento, a cura di E. Barbieri, Acireale-Roma, Bonanno, 2009 (Memoria d’inchiostro, 1).
Le carte emiliane del monastero di Leno (II), a cura di Ezio Barbieri – Maria Chiara Succurro, in «Brixia Sacra. Memorie storiche della diocesi di Brescia», terza serie, anno XIV, n. 1-2 (2009), pp. 295-310.
Notarii. Mostra documentaria. Archivio di Stato di Pavia, a cura di M. E. Salvione, E. Barbieri, E. Valeriani, Pavia, 4 dicembre 2010 - 5 gennaio 2011.
La salvaguardia delle testimonianze; percorso della mostra; introduzione; la Doplomatica e lo studio del documento; la data dei documenti; i notai del collegio; consolidamento e sviluppo delle imbreviature; statuti del collegio; notai falsari e falsi notai; notaio e leguleio, in Notarii, a cura di E. Barbieri, G. Polimeni, E. Valeriani, Grottaminarda, Delta3edizioni, 2010, pp. 10-56.
Il Capitolare di Lotario dell’825: radici storiche di un mito. Lotario e la cultura carolingia; Le Honorantie Civitatis Papie e il “Codice dal Verme” (con Dario Mantovani); Il Diploma di Carlo IV e la nascita del generale Studium. Il contenuto del primo privilegio; Galeazzo II Visconti, 1361: il primo anno accademico di uno Studium esclusivo; Lo Statuto del Collegio dei dottori giuristi dello Studium, fra autonomia e controllo (con Emanuela Fugazza), in Arcana Studii Papiensis. I documenti fondativi dell’Università di Pavia da Lotario all’Unità d’Italia, Mostra documentaria a cura di Dario Mantovani e Ezio Barbieri, Cappella delle Sibille in San Tommaso, Pavia, 13 aprile – 30 giugno 2011, pp. 15-5; 20-2; 24-6; 31-3; 47-9.
Cura scientifica e parte delle schede della mostra “... persone, vicende, parole ritrovate ...”. Gli ebrei a Pavia fino all’espulsione, Pavia, Santa Maria Gualtieri, 14 settembre – 4 ottobre 2011.
Le ragioni di una ricerca e di una mostra, in Fideles servitores nostri ebrei in civitate Papie, a cura di E. Barbieri, Varzi, Guardamagna, 2011, pp. 9-15.
Come leggere i documenti tra false interpretazioni e pigri silenzi, in Fideles servitores nostri ebrei in civitate Papie, a cura di E. Barbieri, Varzi, Guardamagna, 2011, pp. 17-46.
Un momento felice: il matrimonio. I documenti latini e le loro ragioni, in Fideles servitores nostri ebrei in civitate Papie, a cura di E. Barbieri, Varzi, Guardamagna, 2011, pp. 105-125.
Un mondo in movimento, in Fideles servitores nostri ebrei in civitate Papie, a cura di E. Barbieri, Varzi, Guardamagna, 2011, pp. 137-142.
Le carte dell’archivio di S. Maria di Giosafat di Pavia (1141-1194), a cura di Ezio Barbieri, Simona Fassardi, in «Bollettino della Società Pavese di Storia Patria», 111 (2011), pp. 435-68.
L'edizione dei documenti fra tradizione e innovazione, in Le edizioni milanesi dei documenti dei secoli X-XIII, a cura di G. G. Merlo, con la collaborazione di Luca Fois e Marta Luigina Mangini, Milano, Edizioni Biblioteca Francescana, 2011 (Fonti e Documenti, 5), pp. 175-82.
C’è Lotario e Lotario, in collaborazione con Lucio Fregonese, in Almum Studium Papiense. Storia dell’Università di Pavia. Volume I: Dalle origini all’età spagnola. Tomo I: Origini e fondazione dello Studium generale, a cura di Dario Mantovani, Milano, Cisalpino Monduzzi, 2012, pp. 83-4.
Il Collegio dei notai e i giudici, in Daniela Rando, Ezio Barbieri, Gli studi prima dello Studium. Dati e suggestioni dai secoli XII-XIV, in Almum Studium Papiense. Storia dell’Università di Pavia. Volume I: Dalle origini all’età spagnola. Tomo I: Origini e fondazione dello Studium generale, a cura di Dario Mantovani, Milano, Cisalpino Monduzzi, 2012, pp. 198-204.
Il consilium dei quattro “periti in iure canonico”, in Almum Studium Papiense. Storia dell’Università di Pavia. Volume I: Dalle origini all’età spagnola. Tomo I: Origini e fondazione dello Studium generale, a cura di Dario Mantovani, Milano, Cisalpino Monduzzi, 2012, pp. 215-6.
Cura e parte delle schede della mostra documentaria virtuale: Lombardi a Corleone. Documenti e cronache di una migrazione antica da nord a sud, di un incontro di popoli e culture nella Sicilia e nel Mediterraneo del Due-, Tre- e Quattrocento, presentata il 5 maggio 2012:
http://www.comune.corleone.pa.it/script/script_33315/lombardi%20a%20corleone.html
 
http://www.bibliotecauniversitariapavia.it/biblioteca/mostre_virtuali/lombardi_a_corleone/index.html
 
https://it-it.facebook.com/LombardiaCorleone
 
Considerazioni sulla documentazione di età basso medievale, in San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia: mausoleo santuario di Agostino e Boezio. Materiali antichi e problemi attuali, Pavia, Comitato Pavia Città di Sant’Agostino, 2013, pp. 56-65 (Secondo Convegno storico artistico Il santuario di Agostino e Boezio dal Mille al XVIII secolo. Una storia per immagini, Pavia, 27 febbraio 2010).

Cinegiornale. Riso prematuro: notizie prima della proiezione, in Riso acerbo e Riso amaro, Pavia 2014, pp. 3-24.

Lombardi a Corleone. Documenti e cronache di una migrazione antica da nord a sud, di un incontro di popoli e di culture nella Sicilia e nel Mediterraneo del Due-, Tre- e Quattrocento, in l’italia e la cultura europea, a cura di Anna Klimkiewicz, Maria Malinowska, Alicja Paleta e Magdalena Wrana, Atti del Convegno per il Quarantesimo anniversario dell’Italianistica di Cracovia, Dipartimento di lingue romanze, Università Jagellonica di Cracovia, 17-18 ottobre 2013, Firenze, Franco Cesati Editore, 2015, pp. 395-402.
 
Diplomi e tradizione documentaria scritta, in Desiderio. Il progetto politico dell’ultimo re longobardo. Convegno internazionale di studio, Brescia, 21-24 marzo 2013, Milano-Spoleto 2015 (Centro di studi longobardi. Convegni 1), pp. 505-514.
Premessa, in Maria Chiara Succurro, Il Codice dal Verme. Memoria e ideologia a Pavia nell'età di Gian Galeazzo Visconti, Milano, Vita e Pensiero, 2016 (Ordines. Studi su istituzioni e società nel Medioevo europeo, 3), p. X.
Il Fondo Notarile di Pavia: Giovanni Maria Leggi; Stefano Rovarino e gli organi perduti, in Rarità dell'Archivio di Stato di Pavia. Un percorso tra le raccolte documentarie, Pavia, Archivio di Stato, 2017, pp. 5-8.
Novità lessicali nel latino dei documenti privati della Lombardia occidentale, in Il latino nei documenti privati dell'Italia medievale (secoli X-XII). Università di Verona, 29 settembre 2016, a cura di Antonio De Prisco, "Archivum Latinitatis Medii Aevi consociatarum Academiarum auspiciis conditum", Tome 74, 2016, Librairie Droz - Genève, publié avec le concours de l'Institut de Recherche et d'Histoire des Textes (Centre National de la Recherche Scientifique) et de l'Ecole Pratique des Hautes Etudes, Paris, pp. 219-238.
Il digillo di Gian Galeazzo, in Il sigillo del Duca. La pietra che fonda una comunità: S. Spirito, Pavia, TCP, 2017, pp. 97-100.   
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
Scritti extravaganti:
 
L'eredità di San Pietro, in Oltre.
Il canonico Guglielmo perse la faccia, in Oltre.
La pieve sorridea sotto i cipressi (G. Pascoli), In Rotary 2050.
Le pievi dell'Oltrepò pavese, in Rotary 2050.
Le pievi matildiche, in Rotary 2050.
La pieve di S. Giuliano, in Rotary 2050.
Le pievi di Franciacorta, in Rotary 2050.
D'in su la vetta della torre antica ... (Le torri nella realtà e nell'immaginario), in Rotary 2050.
Torri di città e torri di campagna. Torri cristiane e torri "saracene", in Rotary 2050.
Torri del sovrano e torri abusive. La vita nelle torri, in Rotary 2050.
Da torri di difesa a torri d'attacco. Le torri nelle guerre, in Rotary 2050.
Le torri maledette. Mura che grondano sangue, in Rotary 2050.
Fonti di civiltà nel territorio. San Colombano di Bobbio, in Rotary 2050.
Fonti di civiltà nel territorio. L'abbazia di Acqualunga, in Rotary 2050.
Fonti di civiltà nel territorio. San Pietro in Monte di Serle, in Rotary 2050.
Fonti di civiltà nel territorio. Polirone, in Rotary 2050.
Fonti di civiltà nel territorio. S. Cristina e Acquanegra sul Chiese, in Rotary 2050.
Lucca e la sua diocesi. Il primo vescovo fu scelto da Pietro, in Rotary 2070.
Bere e mangiare attraverso i secoli. Alla ricerca di prelibatezze al mercato, nel medioevo, in Convivium.
Bere e mangiare attraverso i secoli. Alla ricerca di prelibatezze al mercato, nel medioevo, in Convivium.
Bere e mangiare attraverso i secoli. Una gita fuori porta, in Convivium
Bere e mangiare attraverso i secoli. Tra le vigne, in Convivium.
Storia, letteratura e... cibi. Parliamo di capponi, in Convivium.

 

Dipartimento di Studi Umanistici

Università degli Studi di Pavia
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